Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica

発行:1844年
出版社:Tipografia Emiliana
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 Cesare Borgia duca Valentino, partitosi dallo stato di Milano occupato dai francesi, con trecento lancie sotto il comando d' Ivone Allegri o Allegrè, quattro mila svizzeri sotto il bali di Digiuno, ed altre genti componenti un esercito di dieci mila fanti e tre mila cavalli, venne in Romagna, ove per la prima assediò Imola, la quale per le dispari forze presto si rese, e la fortezza rovinata dalle artiglierie si diede, salve le persone e le robe, al Valentino. La caduta di questa piazza trasse seco quella delle altre da essa dipendenti, per cui Caterina che in Firenze avea già posti in sicuro gli altri figli e gli effetti più preziosi, mandò colà anche Ottaviano, ed ella ritiratasi nella rocca, lasciò il conte Alessandro Sforza (suo fratello ed uno de' naturali di Galeazzo Maria Sforza) ad intendersela coi cittadini, ed a scuoprirne l'ultima loro intenzione, capo de' quali era allora Nicolò Tornielli. Questi alla presenza degli anziani e principali della città descrisse i sproporzionati mezzi di difesa della città contro nemico sì poderoso, sebbene si avesse coraggio di tentar l' estremo di loro forze per serbar il dominio in potere de'Riari ; nè fidarsi delle soldatesche, sì perchè composte di molti francesi, sì per aver altri contrastato col popolo per la loro militare licenza, e che faceva d'uopo consultare anche il consiglio de' quaranta. Alessandro riferì tutto a Caterina, che ben comprese non potersi sostener la città, per cui volse l'animo a custodire la sola fortezza di Ravaldino. Intanto i cittadini si decisero per la volontaria dedizione ed inviarono al Valentino il vescovo Asti e Giovanni dalle Selle, e il duca ne fece prendere possesso in suo nome da Ercole Bentivogli, Achille Tiberti da Cesena, e Bernardino di Ghia imolese con alquanti cavalli. Ad annunzio di tal sorta Caterina prese a bersagliare la città non l' artiglierie ; quindi a' 17 decembre 1499 Cesare Borgia preceduto dall' esercito entrò in Forlì per la porta s. Pietro. Era armato e cavalcava generoso destriero, una gran piuma candida gli sormontava la berretta; stringeva nella destra sguainato lo stocco, ed uno il precedeva col vessillo spiegato della Chiesa. L' armata venne ripartita per la città con grave incomodo de' cittadini, ed egli prese alloggio in casa di Luffo Numai.
 Prontamente incominciarono le soverchierie de' soldati, saccheggian do le botteghe intorno alla piazza, e distruggendosi dai francesi attorno alla Crocetta le memorie del trionfo contro di essi riportato verso la fine del secolo XIII. Molti cittadini furono maltrattati, tutti disarmati, e presa la rocca di Schiavonia il Valentino si accinse a battere l' altra, non essendo giovate le lusinge colle quali aveva invitato Caterina a cederla, lusinghe che non meritavano fidanza per la nota mala fede di quel fortunato duca. Piantò sulla chiesa di san Giovanni Battista una batteria di sette cannoni e dieci falconetti contro il Revellino del Paradiso, ma non se ne fece uso, succedendo una sospensione d' armi. Entrato l'anno 1500 il Valentino fece piantare altra batteria contro la cortina del

記載日

 2017年1月12日