Ragguagli sulla vita
e sulle opere di Marin Sanuto

著者:Jacopo Vincenzo Foscarini
初版:1837年
出版社:Alvisopoli
引用元:Google Books

 Il Sanuto si presenta come lo Scott degli Storici; compiacendosi come Sir Walter delle giostre, delle feste, e delle narrazioni piacevoli, e di dolce pietà. La bravura del romanziere consiste in una imitazione del vero, e una delle prime leggi inculca questa verità, cioè, che i dettagli i più minuti si sanzionano colla bacchetta magica del tempo, ma tali si cercano in vano nelle pagine degli Autori contemporanei, ed i Compilatori che non sono nè storici, né romanzieri non possono trovarne, e non sanno bene inventarne; ma di questi Marin ne abbonda, e come prova, copio qui un passo spettante al rapimento d'una bellissima donna mantovana del principio del secolo decimo sesto, la di cui scomparsa fu attribuita a quello spagnuolo celeberrimo Cesare Borgia; e per ispiegare l'interesse preso dalla Repubblica in questo scandolo osserverò che il marito della Caracciolo era capitianio delle infanterie della Repubblica; ed ella veniva da Urbino per trovare il marito in Gradisca. Vol. 3, f. 1033. " Adi 19 fevrer A. D. 1501, in Colegio.

 Collegio. È il canale per cui s'introducono al Senato tutti gli affari più importanti. In esso convengono i Consiglieri, i capi della Quarantia Criminale, i Savj grandi, i Savj di terra-ferma, e i Savj degli Ordini, i quali tutti formano il pien Collegio. Qui leggonsi lettere pubbliche, si ascoltano Ambasciatori, e si decidono diverse cause di pubblico interesse. I Consiglieri e i Capi di Quaranta con titolo di Serenissima Signoria spediscono altre cause di Delegazioni civili tra particolari".
Estratto dalla Cronaca Sacra e Profana.

Di Cervia

 Cervia città della Romagna sotto il potere della Repubblica, ove risiedeva un Podestà Patrizio Veneto. Cessò di appartenere al Veneto Dominio dall'epoca della Lega di Cambray.

dil Podestà di 17, come a aviso quelli feno il delicto quella note (del 14 febraro 1501) cavalchono come dispersi, e trovò uno nostro contadin a piedi, qual li fo la guida; erano cavali 10, ben in hordine, con balestri e zaneti armati e ben a cavallo, et erano do done che molto si battevano e lamenlavono, scapigliate di l'horo capelli e aveva con l'horo cavalli 4, et una mulla senza alcuno suso, et si feno guidar a Galiano, mia do di Cesena, in casa di Nicoluzo di Galiano homo di villa, e li butò zoso la porta e feno schavalcar la dona meza aberata; fe far focho e aparechiò da cena. Lei dimandava dove mi menevi risposeno non zerchate, sete in bone mano, et in migliore anderete, dove con summo desiderio seti aspettata. Lei diceva chi è costui? rispondevano: basti Madona, non cerchate altro, e la se mangiar con pianti e gemiti assai. Lei non voleva manzar, la minazarono, e li foforza tolesse uno ovo, poi so posto a dormir con la compagna sua, e quella dona moglie del contadin; e la dona (la Caracciolo) non so maculata in quella note. La matina fato giorno, montorio a cavalo con cavalli 8, do erano partiti la note; e menò via la mulla dòve lei cavalchava, e andono con una guida nuova, qual fo el vilan, et alozono ala volta di Franpuolo via va a Forlì.

 Fra Cesena e Forlì pare che fosse questo luogo; almeno la Caracciolo fu rapita tra i confini del porlo Cesenatico e Cervia (Ved Marin Sanuto Diari in data del 16 febraro 1501); ma non trovo il luogo citato nelle carte della Romagna; forse coll'andar di tre secoli avrà cambiato di nome, o perduta la esistenza.

Et dice erano tutti Spagnuoli, e dice il villano li disse: sono spagnuoli dil Ducha, e li mostrò uno col dedo, dicendo e grande apresso il Ducha, e stava a Cesena, si che la cossa è marza".
 Poi la accoglienza fatta da Cesare Borgia in Imola al Secretario del Consiglio di Dieci ed all'Ambasciatore francese, spediti tutti due da Venezia per far la reclamazione della bella mantovana, la mostra delle camicie lavorate della sua mano, l'assicurazione del Duca al Manenti, che le belle della Romagna non si erano mostrate tanto crudeli per necessitare tali violenze, la sua posizione alla pergola, sono tutti dettagli che conciliano sede, e ci rendono per quasi dire presenti in Imola al Lever di questo Duca della Romagna.
 "Vol. 3, A. D. 15o 1. f. 1 o39, adi 24 sevrer. In colegio vene l'Orator di Franza ritornato dal Duca Valentimo etc.: za erra venuto questa matina, qual veneno insieme Alvise Manenti secretario nostro. et dito orator; reseri sapientissime quello a facto a Imola, e prima, come scrisse a monsignor di Trans, poi zonto a Ravenna andò a Imola, se scontrò nel Manenti secretario, lo feritornar, trovò monsignor di Alegra capitano, e il Manenti andò dal Ducha, et altamente si dolse dil inzuria fata al Roy e ala Signoria dil rapto della dona dil capitanio dile fanterie, dicendo: non doveva farlo, pregando per il meglio volesse restituir la dona.
 "Esso Ducha si scusò con parole grandissime, zurando nulla sapeva, nè mai l'aria fato, e la gran obligation ala Signoria nostra; bene è vero à saputo il caso seguito, et par, sia stato uno Diego Ramyres hyspano capitano suo di 3oo fanti, qual stete col ducha di Urbin, et era innamorato in ditta dona ch'è mantoama, e li mostrò certe camise lavorate, lei li havia donate, et questo Carlevar erano stati in solazi a Urbin; el qual Diego, e dove sia, nol sa; ma à scrito per tutto, e a Roma, e in le sue tere, si asecuri di star, et lo vuol piar, e far una gram justicia di lui, et quando ben havesse la dona, non la daria senza far taliusticia, scusandosi assai etc. etc."

記載日

 2017年9月28日